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Progetto Ambientale per la Ricerca, Studio, Inventario
della Frutta Antica Locale
(Responsabile del progetto: Prof.ssa Fiorella Guidetti)
 
 
Quando a scuola si insegna l’amore per la natura spesso i libri non servono e può accadere che si abbandoni l’aula e si vada fuori per sentirsi davvero parte di essa.
Ed ecco che siamo usciti dai banchi....Prima per informarci dagli anziani del paese su quali erano le piante antiche più importanti delle nostre campagne e dove si potevano ancora trovare; poi ad imparare come si fa giardinaggio ed agricoltura biologica e infine fuori in quello che prima era solo un anonimo spazio verde dove solo un paio di solitari aceri giapponesi crescevano tra l’indifferenza di tutti. Fuori, in quello che ora è il giardino della scuola: l’”Orto dell’Arca” come segretamente i ragazzi che l’hanno visto nascere, amavano chiamarlo e dove un ceppo di legno porta una scritta in latino rivolta a tutti coloro che impropriamente dimorano nel nostro piccolo paradiso:
“ Si commissa meae carpes pomaria curae, dulcia qui doleam perdere, doctus eris”.
L’idea comincia a concretizzarsi nel 1998 quando gli studenti della scuola seguono ad ottobre i primi corsi di giardinaggio. A novembre dello stesso anno mettiamo a dimora 50 antiche cultivar di fruttifere autoctone e poi sempre al lavoro, anche d’estate, per innaffiare, zappare, concimare, preparare i macerati, sistemare le trappole a feromoni..
Ma la parte più bella viene dopo quando possiamo mangiare torte e confetture prodotte con la nostra frutta o gustarci le mele durante l’intervallo per merenda,,
 D’autunno, poi, la siepe autoctona che circonda il nostro frutteto è piena di bacche colorate e succulente e c’è il solito vecchietto, che volutamente non vediamo, che prende le bacche del prugnolo per farci il suo liquore preferito.
Tra poco in una piccola area del giardino che abbiamo già predisposto, semineremo i fiori spontanei, quelli che non trovano più spazio per crescere tra il cemento delle nostre città, come il fiordaliso e attenderemo la primavera per osservarli tutti, chi per la prima volta nella vita.
 
 
Fasi operative del progetto PARSIFAL

In ordine cronologico:
Gli alunni hanno:
1) seguito un corso di giardinaggio appositamente predisposto allo scopo con la collaborazione degli agronomi della CIA ( Confederazione Italiana Agricoltori).
2) Scelto le varietà delle piante dopo aver effettuato ricerche sulle cultivar locali ( in collaborazione con ARCA-onlus Archivi per la Ricerca e la Cultura d'Ambiente ).
3) Predisposto le buche d'impianto ed effettuato le concimazioni di fondo.
4) Messo a dimora le piante nel novembre 98.
5) Effettuato la manutenzione ordinaria stagionale: annaffiature, zappature, diserbi.
6) Effettuato i trattamenti antiparassitari previsti dall'agricoltura biologica, con prodotti naturali in parte da loro preparati in laboratorio ( es. il macerato d'ortica).
7) Installato le trappole sessuali a feromoni e proceduto alle relative letture ( Collaborazione con Consorzio Fitosanitario di Reggio Emilia).
Il frutteto continuerà ad essere manuteso dagli alunni anche durante il periodo estivo di chiusura delle scuole con turni di lavoro volontario bisettimanali.


I tanti perché di PARSIFAL
 
1) Educare all'ambiente: fare dell'educazione ambientale non significa impartire una serie di nozioni ma far sì che l'area dei saperi coinvolga quella dei valori in modo tale da incidere sui comportamenti e sulle scelte personali che dovrebbero alla fine del percorso essere modificate. Credo che solo passando attraverso il coinvolgimento diretto degli alunni e quindi attraverso l'operatività si possa fare nella scuola un serio discorso di educazione ambientale. Sono evidenti le molteplici finalità del progetto:
2) Osservare i cicli naturali.
3) Conoscere e praticare l'agricoltura biologica e quindi fare dell'educazione alimentare e non solo ambientale.
4) Imparare a riconoscere ed apprezzare “nuovi”vecchi sapori e quindi fare dell'educazione al gusto.
5) Imparare a classificare attraverso schede di riconoscimento opportunamente predisposte.
6) Rispettare il verde attraverso la sua conoscenza.
7) Far conoscere al pubblico e divulgare attraverso mostre pomologiche, visite al campo collezione, degustazioni quindi attraverso esperienze concrete e coinvolgenti l'importanza della biodiversità
 
Obiettivi
 
La riduzione della variabilità genetica rappresenta una delle minacce più immediate alla sopravvivenza degli ecosistemi naturali. L'erosione delle risorse genetiche si svolge infatti a ritmi sempre più accentuati. Tale progetto è volto a raccogliere e tutelare il germoplasma vegetale in via di estinzione, nonchè a promuovere l'uso sostenibile delle cultivar autoctone o di quelle da lungo tempo coltivate nei vari ecosistemi.


Giardino collezione di antiche cultivar di piante da frutto Emiliano-Romagnole e dell'Italia Settentrionale presso la Scuola Media Statale “Andrea Balletti” di Quattro Castella (Reggio Emilia)
 
Biotipo: Melo
Zona originaria
di diffusione
Epoca di raccolta
Resistenza
 Renetta grigia di Torriana (Ruggine)
 Piemonte
 inizio ottobre
 Resistente
 Durello
 Emilia Romagna
 metà ottobre
 Resistente
 Calvilla bianca d'inverno
 Piemonte
 fine settembre
 Sensibile
 Rosa mantovana
 Emilia, Lombardia
 metà ottobre
 Sensibile
 Pesco o Pesca
 Emilia Romagna
 inizio ottobre
 Resistente
 Campanino
 Emilia Romagna
 fine ottobre
 Resistente
 Commercio
 Emilia Romagna
 fine ottobre
 Resistente o poco sensibile
 Decio
 Veneto
 fine ottobre
 Resistente
 Permain dorata
 Trentino
 inizio settembre
 Sensibile
 Ferro
 Emilia Romagna
 ottobre
 Poco sensibile
 Giugnola o San Giovanni
 Emilia Romagna
 fine giugno
 Resistente
 Piatlaza
 Emilia Romagna
 fine ottobre
 Resistente
 Astracan rosso
 Italia Settentrionale    
 ottobre
 Resistente
 Melo selvatico
 
 
 Resistente
 Abbondanza
 Emilia
 fine settembre
 Resistente
 Cioca rumela
 Italia Settentrionale
 ottobre
 Poco sensibile
Biotipo: Pero
Zona originaria
di diffusione
Epoca di raccolta
Resistenza
 Curato
 Piemonte
 inizio ottobre
 Poco sensibile
 Decana d'inverno
 Emilia Romagna, Piemonte, Veneto
 metà ottobre
 Sensibile
 Madernassa
 Piemonte
 metà ottobre
 Resistente
 Rosso d'Italuccio
 Italia Settentrionale
 ottobre
 Resistente
 Mora di Faenza
 Romagna
 metà ottobre
 Poco sensibile
 Spina Carpi
 Veneto
 inizio ottobre
 Poco sensibile
 Mirandino rosso
 Emilia
 fine giugno
 Resistente
 Giugno o San Giovanni
 Emilia Romagna
 fine giugno
 Resistente
 Volpina
 Romagna
 ottobre
 Resistente
 Butirra di Bologna
 Emilia Romagna
 settembre
 Poco sensibile
 Lauro
 Italia settentrionale
 metà novembre
 Resistente
 Spadona
 Italia settentrionale
 fine luglio
 Poco sensibile
 Martinelli
 Italia settentrionale
 metà luglio
 Resistente
 Coscia
 Emilia Romagna
 metà luglio
 Resistente
 Scipiona o Fiasca
 Emilia Romagna
 fine settembre
 Resistente
 Pero selvatico
 
 
 
 Passa crassana
 Italia settentrionale
 ottobre
 Resistente
 Principessa Gonzaga
 Mantova
 ottobre
 Resistente
Biotipo: Susino
Zona originaria
di diffusione
Epoca di raccolta
Resistenza
 Regina Claudia trasparente
 Emilia Romagna
 fine luglio
 Poco sensibile
 Regina Claudia mostruosa 
 Emilia Romagna
 inizio agosto
 Poco sensibile
 Biricoccolo
 Emilia Romagna
 
 Poco sensibile
 Sangue di drago
 Emilia Romagna
 metà agosto
 Poco sensibile
Biotipo: Albicocco
Zona originaria
di diffusione
Epoca di raccolta
Resistenza
 Precoce d'Imola
 Romagna    
 fine giugno
 Poco sensibile
 Reale d'Imola
 Romagna    
 fine luglio
 Poco sensibile
 Boccuccia liscia
 Romagna    
 fine luglio
 Poco sensibile
Biotipo: Ciliegio
Zona originaria
di diffusione
Epoca di raccolta
Resistenza
 Mora di Vignola
 Emilia Romagna
 inizio giugno
 Poco sensibile
 Durone di Vignola
 Emilia Romagna
 inizio giugno
 Poco sensibile
 Bigarreau Napoleon o Duracina
 Emilia Romagna
 fine giugno
 Poco sensibile
 
 
Non solo P.A.R.S.I.F.A.L.

Attività complementari al Progetto già effettuate:

· Mostra pomologica aperta al pubblico.

· Esperienze di educazione al gusto con la frutta antica in collaborazione con Slow-Food.
· Raccolta di antiche ricette per il “Ricettario della memoria”.
· Produzione in cucina di torte e confetture con le antiche varietà.
· Mercato dei dolci tipici.
· Mercato della frutta antica.
· Distribuzione delle marze ai cittadini in occasione dell'iniziativa di fine inverno “Adotta una pianta a rischio di estinzione”.

Il giardino si è arricchito di una siepe autoctona che lo recinge totalmente. La siepe è costituita da 20 varietà differenti: nocciolo, acero campestre, sambuco, sanguinella, dondolino, olivello spinoso, prugnolo, sorbo, frangola, ciliegio selvatico, pero selvatico, biancospino, lantana, madreselva pelosa, olmo campestre, ciavardello, maggiociondolo, fusaggine, ontano nero e corniolo per un totale di circa 300 piante.
La funzione della siepe è principalmente quella di incrementare la biodiversità e quindi la presenza di insetti utili.
 
Prospettive per un immediato futuro: predisposizione di un prato spontaneo fiorito ( progetto di nomadismo vegetale) nel quale “immergere” il frutteto con le seguenti specie:
•  Anthemis arvensis ( camomilla bastarda) annuale
•  Centaurea cyanus ( fiordaliso) annuale
•  Consolida regalis ( erba cornetta) annuale
•  Legousia speculum-veneris annuale
•  Matricaria Chamomilla annuale
•  Papaver Hybridum annuale
•  Papaver rhoeas annuale
•  Ranunculus repens annuale
•  Anthoxanthum odoratum perenne
•  Briza media perenne
•    Trifolium rubens perenne
•    Sanguisorba minor perenne
•    Centaurea scabiosa perenne
•    Filipendula vulgaris perenne
•    Valium verum ( erba zolfina o caglio giallo) perenne
•    Leucanthemum vulgare perenne
•    Ranunculus acris ( bottone d'oro ) perenne
•    Salvia pratensis perenne
•    Scabiosa triandra perenne
•    Bromopsis erecta perenne
•    Campanula rapunculus perenne
•    Daucus carota perenne
•    Globularia puntata perenne
•    Hieracium pilosella perenne
•    Hypochaeris radicata perenne
•    Petrorhagia saxifraga perenne
Graminacea: Festuca rubra
 
 

Progetti internazionali
Gemellaggio Buzet
Gemellaggio Weilburg
Progetti speciali
Pedag. della Memoria